
La sternotomia è l’accesso più comune in cardiochirurgia. E’ possibile grazie alla divisione in senso verticale dell’osso sternale. A scapito di una certa invasività, ha i vantaggi di essere rapida e di offrire un’ottima visione d’insieme del cuore e del primo tratto dell’aorta, permettendo di operare su coronarie, valvole, sull’aorta ascendente, sull’arco aortico e permettendo l’accesso necessario per un trapianto cardiaco.
Terminato l’intervento, la chiusura avviene per mezzo di suture speciali in acciaio o titanio, dotate di grossi aghi a sezione triangolare in grado di penetrare l’osso se necessario. Le due tecniche di sutura più utilizzate sono mostrate nell’immagine in alto: in rosso la chiusura punti semplici e in blu la chiusura con punti “a X”. In entrambi i casi, il chirurgo può decidere di passare le suture attraverso l’osso, oppure negli spazi intercostali ad “abbracciare” lo sterno (come in figura).
Esistono anche altri dispositivi per la chiusura sternale (non mostrati in figura), fascette in plastica, clip in nitinolo o ancora placche fissate con viti.
Quale che sia la modalità di chiusura, generalmente i mezzi di sintesi vengono lasciati in sede a vita, non creano problemi e consentono di passare senza problemi i metal detector di aeroporti e banche (domanda spesso posta dai pazienti). E’ possibile sottoporsi a risonanza magnetica, sebbene la presenza di mezzi di sintesi possa alterare la qualità dell’immagine.
