Chi sono
Sono stato sempre affascinato dal funzionamento del corpo umano. Durante gli studi di Medicina mi sono interessato alla Cardiochirurgia e poco dopo la Laurea ho intrapreso la specializzazione al Policlinico Gemelli di Roma. Era solo questione di tempo prima che chirurgia e disegno si incontrassero: vuoi per creare illustrazioni di pubblicazioni scientifiche, per arricchire le lezioni di Cardiochirurgia a studenti e specializzandi o per creare volantini informativi che aiutassero i pazienti. Nel corso degli anni, ho accumulato una grossa quantità di materiale che potrebbe essere utile a pazienti, studenti e specializzandi. Questo sito mi permette di condividerlo con tutti.
Se cercate un elenco più “formale” delle mie esperienze formative/lavorative e di ricerca andate su LinkedIn o su Scopus. Quella che segue è una descrizione di cosa mi ha motivato e portato dove sono ora.
Già da bambino ero attratto da scienza e tecnologia e mostravo una discreta propensione per il disegno. In particolare, mi ha sempre meravigliato il funzionamento del corpo umano. Quando è giunto il momento di andare all’Università, mi allettavano solo due opzioni: Ingegneria Biomedica o Medicina. Nel 2003 mi sono trasferito a Roma per gli studi di Medicina e Chirurgia all’Università Cattolica del Sacro Cuore, dove mi sono laureato nel 2009. Durante gli studi, un internato presso l’Istituto di Anatomia Umana mi ha dato l’opportunità di fare da tutor agli studenti e scoprire quanto mi piacessero l’insegnamento… e il cuore.

Nel 2007 ho cominciato a frequentare il Reparto di Cardiochirurgia del Policlinico Gemelli di Roma, affascinato da una serie di sfide intrinseche alla specialità: il cardiochirurgo deve essere infatti in grado di comprendere e riparare un organo che è un assoluto capolavoro di bioingegneria. Un piccolo errore di valutazione o di esecuzione può avere conseguenze irrimediabili. Come e più che in altre chirurgie, si opera più con la testa che con le mani.
Finiti gli studi, nel 2010 ho iniziato la Specializzazione in Cardiochirurgia, determinato a concluderla all’estero. Nel 2013 ho avuto la fortuna di fare una breve esperienza in un centro di fama internazionale (il Deutsches Herzzentrum di Berlino) e nel Gennaio 2015 mi sono trasferito in Spagna, presso la Cardiochirurgia dell’Hospital Universitario Virgen de la Arrixaca di Murcia, nell’assolato Levante spagnolo. Terminata la Specializzazione, sono rimasto a Murcia per due anni, come Fellow in cardiochirurgia mininvasiva.

L’esperienza spagnola mi ha arricchito enormemente dal punto di vista professionale e umano: nel centro diretto dal Prof. Sergio Cánovas si faceva lo stato dell’arte della cardiochirurgia e venivano affrontate tutte le cardiopatie dell’adulto e del bambino, trapianto incluso. Ma la cosa per me più importante è stato capire che sì, sarei stato in grado di fare il cardiochirurgo “da grande” (prima o poi scriverò anch’io il mio punto di vista sulla formazione degli specializzandi nelle branche chirurgiche in Italia). Terminata la Fellowship e formato come cardiochirurgo “di base”, a Marzo 2017 sono tornato al Policlinico Gemelli e ho iniziato a operare in modo autonomo, ma ho presto avvertito il desiderio di tornare all’estero per completare la mia formazione in modo più avanzato.

Ho ripreso armi e bagagli e nel Gennaio 2018 mi sono trasferito a Dublino, dove per due anni ho lavorato come Senior Registrar presso il Mater Misericordiae University Hospital, centro di riferimento nazionale per la chirurgia Cardiotoracica e per il trapianto cardiaco e polmonare. Il centro si occupava pazienti particolarmente complessi che venivano da tutto il Paese. Operando fianco a fianco con chirurghi esperti, ho infine ottenuto quella formazione avanzata a cui ambivo dall’inizio.
Nel 2020 sono tornato al Policlinico Gemelli, finalmente pronto a gestire in prima persona emergenze notturne e casi complessi. Il dipartimento di Medicina Cardiovascolare del grosso ospedale romano ha pochi eguali in Italia e la sua Cardiochirurgia può contare sulla sinergia con una Cardiologia e Chirurgia Vascolare di primo livello. Nel 2022 sono diventato Fellow del Board Europeo di Chirurgia Cardiotoracica (FEBCTS, Adult Cardiac). Al termine di tre anni intensi e soddisfacenti a Roma, la voglia di formazione e conoscenza mi ha vinto nuovamente e sono tornato a Dublino nel 2023 per una Fellowship in Cardiochirurgia pediatrica.

Passare dagli adulti ai bambini è stato sconcertante: le patologie sono completamente diverse e la fisiopatologia delle cardiopatie congenite è complessa quanto affascinante. All’ospedale Children’s Health Ireland at Crumlin mi sono sentito di nuovo uno studente e ho dovuto riadattare le mani all’uso di strumenti più leggeri per maneggiare tessuti più delicati. Ho avuto il privilegio di lavorare con dei colleghi che resteranno per me modelli di riferimento in quanto a preparazione, etica lavorativa e umanità. Vederli in ambulatorio a spiegare cardiopatie complesse con termini semplici ai genitori dei bambini non è stato meno impressionante di aiutarli a smontare e riparare quei piccoli cuori. Mi preparavo quindi a intraprendere una carriera come cardiochirurgo pediatrico all’estero, ma – come diceva John Lennon – “Life is what happens when you’re busy making other plans“. E la vita mi ha riportato nella natìa Puglia.

Da Ottobre 2024 lavoro presso la Casa di Cura Villa Verde a Taranto: una clinica privata accreditata con il Servizio Sanitario Nazionale e specializzata nel trattamento delle patologie cardiache, in cui si fa cardiochirurgia moderna e di alto livello. Dopo oltre vent’anni lontano da casa, sono contento di tornare con il bagaglio di esperienze accumulate in giro per l’Europa.
Dal 2017 sono membro della Società Europea di Cardiochirurgia e dal 2024 sono uno dei membri della task force coronarica della società, che ha come compito principale quello di guidare, consigliare e supportare le attività dell’associazione relative alle malattie coronariche acquisite.
I disegni e l’insegnamento
Mi è sempre piaciuto disegnare, benché non abbia particolare abilità con ritratti, con la figura umana o con l’uso del colore. Mi piace piuttosto dedicarmi a oggetti o a particolari anatomici. Durante il corso degli studi ho iniziato a disegnare dapprima per aiutarmi a comprendere concetti anatomici o chirurgici, e successivamente per spiegarli ad altri specializzandi o a studenti. Questo andava di pari passo con la mia passione per la didattica: trovo particolarmente soddisfacente l’idea di prendere un concetto complesso e renderlo “digeribile” a degli studenti. Dei disegni ad hoc possono essere estremamente d’aiuto in questo processo. Ho preso l’abitudine, quando non reperivo immagini che facessero esattamente al caso mio, di crearle io stesso per corredare le mie presentazioni e lezioni. All’inizio ho sempre e solo disegnato con una penna Bic (sono mancino e ho bisogno di una penna che non sbavi e asciughi rapidamente). Quando ho voluto aggiungervi del colore (essendo negato per la colorazione), ho cominciato scansionando i disegni a penna per poi importarli su presentazioni Powerpoint. La colorazione avveniva sovrapponendo ai disegni delle forme a mano libera semitrasparenti monocrome (la proverbiale italica arte di arrangiarsi). Il passo successivo è stato quello di usare Adobe Photoshop, disegnando dapprima su una tavoletta grafica opaca (usavo la Wacom Intuos). Con questo tipo di configurazione, l’occhio guardava lo schermo e non la mano, con conseguente riduzione della precisione del disegno. Finalmente, ho comprato un display interattivo sul quale posso direttamente disegnare (Wacome One 14).

Questa soluzione mi ha fatto scoprire il piacere di colorare e creare dei disegni dall’aspetto quasi professionale. Con il tempo, diversi colleghi mi hanno chiesto di creare illustrazioni per libri, linee guida, poster e pubblicazioni. Il progetto di cui vado più fiero è la realizzazione di una serie di volantini destinati alle famiglie dei bambini in attesa di intervento presso l’ospedale Children’s Health Ireland at Crumlin.

Il cardiochirurgo deve essere in grado di comprendere e riparare un organo che è un assoluto capolavoro di bioingegneria. Un piccolo errore di valutazione o di esecuzione può avere conseguenze irrimediabili. Come e più che in altre chirurgie, si opera più con la testa che con le mani





