
La connessione del paziente alla macchina cuore polmone è possibile grazie all’inserimento di cannule nei vasi sanguigni o nel cuore. Occorreranno una o più cannule per il drenaggio del sangue venoso (povero di ossigeno e ricco in anidride carbonica) e una cannula per la reimmissione del sangue arterioso (ricco in ossigeno e povero in anidride carbonica).
Per quanto riguarda la cannula venosa, è necessario drenare sia la vena cava superiore che inferiore negli interventi in cui si prevede di aprire l’atrio destro (chirurgia sulla valvola tricuspide, polmonare, riparazione di difetti interatriali o interventricolari) e durante chirurgia sulla valvola mitralica. Per i restanti interventi, è sufficiente una cannula inserita in atrio destro con due sezioni atte a drenare e la punta avanzata fino alla vena cava inferiore (come quella nell’immagine sopra).
La cannula arteriosa può essere inserita in qualsiasi grossa arteria (aorta, femorale comune, ascellare o succlavia, carotide comune o tronco arterioso anonimo). Di solito, negli interventi in sternotomia viene inserita a livello dell’arco aortico prossimale (vedi figura sopra).
Se è previsto che il cuore debba essere arrestato, sarà necessario somministrare una soluzione ricca in potassio in grado di indurre l’arresto (soluzione cardioplegica): la somministrazione potrà avvenire mediante una cannula in aorta ascendente (cardioplegia anterograda) o mediante una cannula preformata che, inserita nell’atrio destro, raggiunge il seno coronarico (somministrazione retrograda). E’ anche possibile alternare le due vie di somministrazione. Un’ulteriore opzione consiste nel cannulare in visione diretta gli osti coronarici, una volta aperta l’aorta.


Cardioplegia anterograda indiretta: l’aorta è clampata (occlusa) e la valvola aortica è continente. La soluzione iniettata nella porzione di aorta tra la valvola e il clamp finirà nelle arterie coronarie e indurrà l’arresto cardiaco in diastole. Disegno sovrapposto a video chirurgico.


Cardioplegia retrograda: un catetere preformato viene inserito nell’atrio destro e avanzato fino a ingaggiare l’ostio del seno coronarico. La soluzione iniettata perfonderà in senso retrogrado le vene coronariche > arteriole > arterie coronarie e indurrà l’arresto cardiaco in diastole. Disegno sovrapposto a video chirurgico.
In alcuni interventi, è utile inserire una linea di drenaggio (venting) nel ventricolo sinistro. Sono possibili diverse strategie, ma la più comune consiste nell’inserire la cannula nella vena polmonare superiore di destra ed avanzarla attraverso la valvola mitralica fino a raggiungere il ventricolo sinistro.

