Protocollo CSU-ALS per l’arresto cardiaco post cardiochirurgia

Poster realizzato per le linee guida sulla gestione dell’arresto cardiaco entro le due settimane successive a un intervento cardiochirurgico. Pubblicato su Cardiac Surgical Unit Advanced Life Support, Edizioni IRC 2024

Nei primi anni 2000, due chirurghi cardiotoracici britannici (Joel Dunning a Adrian Levine) si posero l’obiettivo di migliorare la gestione dell’arresto cardiaco post cardiochirurgia, mettendo a punto un protocollo specifico da applicare ai pazienti ancora in terapia intensiva, o ancora in ospedale entro le due settimane dall’intervento. Le linee guida “generali” per la gestione dell’arresto cardiaco apparivano infatti poco adatte alla gestione di questo gruppo così selezionato di pazienti. Dopo intense ricerche, realizzarono un protocollo che è stato adottato dalle principali associazioni cardiotoraciche internazionali e che si basa su poche e semplici norme per gestire l’arresto cardiaco.

Il protocollo CSU-ALS (Cardiac Surgical Unit – Advanced Life Support) prevede che un arresto cardiaco in un paziente cardiochirurgico sia gestito idealmente da un team di sei persone, ognuna con un ruolo ben stabilito (vedi immagine sopra) e con in mente l’obiettivo – qualora le altre manovre falliscano – di ottenere la riapertura del torace entro 5 minuti dall’inizio dell’arresto (tempo oltre il quale possono insorgere danni cerebrali irreversibili).

Nell’immagine in alto è rappresentato un paziente in terapia intensiva, monitorato e intubato e con i drenaggi toracici e un accesso venoso centrale al collo. Intorno al paziente, un team di sei persone con ruoli ben definiti è pronto a gestire ogni evenienza. In basso a destra, due operatori si preparano alla riapertura del torace con un kit ridotto di strumenti.

Secondo il protocollo, per poter raggiungere l’obiettivo della riapertura in 5 minuti è raccomandabile che non solo in chirurgo, ma anche altri operatori (per es, anestesista, infermiere o perfusionita) siano addestrati alla procedura.